Quando mio fratello uscì dalle scuole medie ,il dubbio dei miei era quello di cosa far fare a questo benedetto ragazzo...fragile e spaventato catapultato nel mondo dei grandi.
Abbiamo vissuto sempre insieme facendo poche esperienze fuori e il nostro mondo ruotava intorno alla nostra edicola di famiglia.
Mio fratello aveva acceso in casa la fiamma del rock e io da fratello minore guardavo ogni oggetto ed ogni piccola cosa portasse in casa come se fossero piccole steli da idolatrare.
Un bel giorno d'estate da mio padre passo un buffo e bizzarro personaggio,di bianco vestito con un panama anch'esso bianco e una buffa automobile zeppa di memorabilia.
Si presentò con un catalogo che ai nostri occhi parve disneyland...
poster,pins,magliette e adesivi di ogni forma e colore...
Mio padre ci guardò ma soprattutto guardò negli occhi mio fratello che non stava nella pelle.E ci volle pochissimo per stringere la mano di quel signore e far scaricare la prima fornitura di quella memorabilia.
La sera mentre andava in onda Happy Days mio padre propose a mio fratello di arredare un angolo dell'edicola tutto per lui e allestire la sua postazione di vendita...e in men che non si dica eravamo a luci accese giu "da basso"ad allestire il nostro paradiso.
Appendemmo al soffitto una grande bandiera di "Uprising"di Bob Marley e tutt'intorno appendemmo le t-shirt appena ricevute fresche di sacchetto.
Ricordo sul lato destro mettemmo due magliette dei Saxon e degli Iron Maiden e sull'altro lato mettemmo "Never Mind the bolloks"dei Sex Pistols e di fianco una sgargiante maglia dei Kiss.
Il banco vendita aveva una vetrinetta foderata di velluto verde(preso dal tessuto appena cucito da nostra madre per il subbuteo)e dentro la quale avevamo disposto con cura le pins.Ne avevamo a centinaia e la sera le separammo per genere e per tipologia.
Le più belle avevano una borchia di vetro trasparente con sotto il logo in pvc e dietro la spillona dorata.Quelle belle costavano 1500 lire mentre quelle in latta ricoperte costavan 1000 lire.
La notte non riuscimmo a dormire perchè insieme pensavamo al nome del nostro angolo...mio fratello poi decise per "Fireflash".
Si sparse la voce per il paese e in poco tempo i ragazzi e la clientela accorsero da noi.
Eravamo eccitatissimi ma anche tanto ignoranti in materia tant'è che la sera si passava in rassegna le riviste di musica(Ciao 2001,Il Mucchio Selvaggio)per scoprir quali fossero i cantanti più in voga e chi fosero coloro che avevamo nel nostro bancheto.
Fu in quel periodo che conobbi un bel pò di nomi e mi feci una piccola cultura musicale.
Sebastiano (questo era il nome del nostro fornitore Torinese)ogni 15 giorni si presentava con le novità e si soffermava mentre noi ci lustravam gli occhi...
avrei voluto portarmi via tutto.
Fireflash durò per un periodo abbastanza lungo da farci divertire e guadagnar qualche soldino reinvestito in amplificatore e in una replica di una Gibson Les Paul da strimpellare nelle serate di luna piena.Sebastiano cambiò vita e noi rimanemmo al palo e di conseguenza chiudemmo i battenti del nostro sogno.
Ho un piccolo sacchetto ben conservato in un bauletto delle caramelle sperlari contenente i cimeli di quell'avventura...2 adesivi dei Van Halen,una toppa da cucire raffigurante Angus Yung degli Ac/Dc e un paio di pins...poi in un tubo conservo due poster di Bob Marley e dei Beatles..Ringo Starr era veramente brutto! ;-)
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