venerdì 8 giugno 2007





Dream Theater :" Systematic Chaos" (RR 2007)

Son trascorsi alcuni giorni dall'uscita del nuovo disco dei Dream Theater ed io non avevo ancora ascoltato come si deve questo lavoro.
Ieri sera mi son immerso fin sopra le orecchie con l'intenzione di ripetere uno dei meravigliosi viaggi percorsi in compagnia dei Dream Theater.
Ho preso il nuovo disco e l'ho accarezzato per poi riporlo sul piano vellutato del mio vecchio PD605 Pioneer.
Un rito che ripeto da una quindicina d'anni e raramente ho dovuto aprir quel cassetto prima che tutto il disco abbia finito di girare.
Ho alzato il volume fino a che le tacche mi garantivano un adeguato fronte sonoro e sono partito.
Decolla questo disco...
si alza come un reattore incendiato da milioni di litri di carburante sospinto dalle 7 corde di John Petrucci che aziona immediatamente il primo riff del disco.
“In the Presence of Enemies pt.1” la prima traccia vola alta e mi accende lo slot della memoria che rapido va a pescare i lavori dei "Liquid Tension Experiment"(progetto sperimentale che ebbe 2 capitoli ;formazione composta da Tony Levin,John Petrucci,Jordan Rudess,Mike Portnoy).il suono della Erni Ball Petrucci è decisamente quello e i legati tra le frasi sonore han tutto quel sapore.
Rudess accende la macchina e si fa sentire con suoni semplici ma che entran dritti come una lama...Portnoy regola casse e rullante come ai vecchi tempi e allora l'ascolto si fa più attento perchè il primo impatto mi lascia decisamente felice.
L'ingresso della voce di James LaBrie arriva quando l'atmosfera si cheta e si insinua come velluto raso steso sulla roccia calda.
Sono entusiasto e la canzone mi piace tant'è che fatico a non premere il tasto repeat...resisto e vado avanti.
Attacca la seconda traccia,"Forsaken" che irruente e impetuosa avvolge e strizza l'occhio ad sonorità ascoltate qui e là.
L'assolo entra deciso e ben strutturato,i cori denotano una produzione granitica.
La abbandono senza grossi rimpianti e passo alla terza traccia.
"Costant Motion" parte come un treno ed è come se il treno che era partito 3 anni fa non si fosse fermato.
Come sempre accade la grandezza di questi ragazzi sta anche nel tributare a coloro che li han forgiati musicalmente influenzandoli con le loro sonorità il doveroso riconoscimento.
Escon da dietro il sipario del teatro del sogno i 4 cavalieri di Dallas.
I suoni si fanno compatti e compressi e l'anima dei Metallica entra in scena porgendo al pubblico un sontuoso inchino.
Il riff di Petrucci si fa teso e trash ed è apoteosi da headbanging.
Son sempre più convinto che le scorribande di Petrucci con il G3 lo abbia fatto crescere ancor di più e l'assolo centrale ne è la dimostrazione.
Il disco è ormai incandescente e la colata che ne deriva si chiama"The dark ethernal night".
Dream Theater d'assalto;Portnoy e Labrie si alternano alle voci contaminate da filtri acidi mentre Rudess si insunia melodioso e scherzoso tra di loro così come subito fa Petrucci.
Equilibrio di durezza e melodia per quasi 9 minuti di duelli tra i quattro.
Riaffiorano reminescenze da Cowboy from Hell dei compianti Pantera.Portnoy spinge la doppia cassa all'estremo e mette ancora una volta un gradino tra lui e gli altri batteristi prog,rock,metal etc...
Le acque si calmano e le fiamme diventan fuochi fatui...
Corro ad aprir nuovamente il cassetto della memoria e subito riaffiora il movimento circolare dei Dream Theater di Dyeing Soul oppure le atmosfere rarefatte di una vecchia Trial of tears...mentre si svolge "Repentance"
L'assolo Floydiano si incastona e splende fino a salire alto e cristallino...alzo ancora di una tacca come se fossi dietro il Mesa di Petrucci e volessi che quell'accordo pulito non terminasse mai.
Steven Wilson(Porcupine Tree), Mikael Åkerfeldt (degli Opeth), il wrestler Chris Jericho, Jon Anderson degli Yes si alternano all'interno del brano ripentendo la stessa frase..."...quando si tratta di fare i conti con un passato non proprio roseo, fatto di sottomissioni ed abusi. Può un uomo rendersi conto di quanto ha vissuto, e di conseguenza migliorarsi, quando non è in grado di far luce sui suoi trascorsi?".
E' di Labrie il sesto capitolo ed è l'ennesimo grdio di denuncia e dolore nei confronti dei "profeti della guerra".
Prophets of war scorre liquida su un tappeto di tastiere e synthesizer preparati ad oc da Rudess.
Portnoy corre regolare di fianco a loro con un ritmo pop rock.Enfasi interrotta dall'ingresso come sempre tonante di Petrucci.
Per l'occasione un giorno di Febbraio c.a a tutti gli iscritti nel mondo alla newsletter dei DT arrivò(io compreso) una strana email che invitava quanti fossero in grado a munirsi di un mezzo di trasporto e correre entro le 14 del pomeriggio presso gli Studi di registrazione a New York per far parte di un"fantomatico coro".
Ecco il risultato.
40 forunati si son divertiti un sacco a urlare dentro i microfoni diretti dal folle Portnoy!
Emerge abbastanza convinto l'influente sound dei Muse nell'incrocio dei sinth e della chitarra(Portnoy ammetterà che ultimamente li ha ascoltati parecchio).
Siamo al settimo capitolo.
Siamo catapultati ai tempi di Scenes froma memory.
La "fanfara"di Rudess annuncia "The ministry of lost soul".
Un quarto d'ora di orgasmo Dremtheateriano.
Prender o lasciare sembrano dire e io prendo.
La prima parte melodica e serena con un Labrie sofferto lascia posto ad un secondo atto possente e agressivo.Morsicano come dobermann e non mollano la presa finchè la carne non è lacera..
Sono provato dopo questo set mi devo rifocillare.
Metto le orecchie nel secchio del ghiaccio e mi bevo una birra fresca..ne ho bisogno per far esplodere l'ultimo capitolo.
Carico il detonatore e detono...
Avverto che dietro il velo sonoro son appostati i vecchi mitici Rush.
Furoreggia e folleggia questa suite di 16 minuti alternando quantità e qualità e momenti di brusche frenate che mi fan storcere un pò il naso.
Però come sempre arrivo alla fine dell'ascolto esausto ma felice.Ho pesato questo disco con molta parsimonia e ho deciso di votarlo a pieni voti per l'ennesima dimostrazione di forza e di volere andar oltre quel che "erano"i Dream Theater anche se so che tutti coloro che si son fermati a Scenes from a memory o addirittura prima di Fallin' in to infinity manco ascolteran le prime note di questo lavoro.
Io continuo a seguirli e rischiare con loro...ma mai rischio fu preso con tanto piacere.
Ad astra...
voto: 7,5

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